Martin Jullum
Pubblicato il 03/10/2011 15.05.14 | Webmaster
Stegal has just returned from Norway and he has taken this gift for our readers; thanks to Martin for his availability.
Here's blog's Martin
MARTIN JULLUM’S INTERVIEW (by Stegal)
Q: The first question is always the simplest: we are interviewing you for what reason? Let me explain ... Are you a player of football national team and at the same time a Chess Grand Master? No, that was Simen Agdestein! Did you win an edition of “Skal Vi Danse?” and you had some Grammy Award? No, those were Madcon! But give me another chance... maybe are you an orienteering champion? If so, tell us something about your career, results... and about your life of course!
A: Yes, that's correct!. My name is Martin Jullum, I am 23 years old and I am currently a master student at the
By the way, I do think that Kalevan Rasti might be FC Barcelona... (or maybe Selkien Sisu?)
I had such a great feeling through the whole course, I was answering fast when I had made up my mind and managed to slow down and to use the extra seconds when I was not sure at once. I just did my thing and it went very well. After the finish I had a feeling that this was a good competition with no idea that it actually was as good as a winning race. Firstly, when the results got up, I was in 3rd place, which I was really satisfied with, but as I checked my score I could only find two mistakes, not three which would give me the score on the result list. I told the organizers and was of course very happy when they told me that they made a punching mistake and I was the winner.
Q: I have to say you that I asked to the trainer Mr. Vinogradov to became a member of
A: I do not have my own pre-o-trainer in Halden. Since I live in
individual medals.
Of course some of the best elite orienteers also have good abilities in pre-o. Emil Wingstedt won the first competition in pre-o he entered. It was at O-ringen in Sälen 2008, when I was more of a beginner. (I did however beat him later in the week...); Olav Lundanes tried pre-o for his first time at Norwegian Spring this spring, and also he did win, with all the best Norwegians and Swedes at place. Now I just have to talk Olav into trying pre-o again, so that he can be beaten.
Q: And, of course, how do you train in general for Pre-O competitions? Do you also compete in Orienteering (intended as traditional orienteering)?
competition requires a great effort and much of the work cannot be "cashed out" in improved skills.
I used to do traditional orienteering, but I was forced to retire five years ago, because of stomach problems making me unable to train as I wanted to. I then discovered trailo three and a halfs year ago, and have thus been stuck with this.
I personally have a suggestion to make the format of temp-o better: The suggestion is that the answer “Z” in temp-o needs to be on different features, and I do not just want this to be in some official guide line of temp-O, I want this to be a rule of the tempo-competition that must be followed in IOF-competitions. I think such a rule can prevent the course setters of the coming world champs in temp-o from making marginal zeros. (say e.g. 60 degrees wrong by the side of a boulder.) zeros on the same feature as the correct control will in most cases turn the competition more into a guessing game than speed orienteering competition.A: I don not agree with Russians. If there where no open class then there will be none (or at least very few) that would want to make courses and competitions. In
the World champs etc.
A: Yes, Marit is actually my girlfriend, and I guess we are some of the younger ones. Our Finnish friends Lauri and Antti is a bit younger than the rest. To attract the young generation, I think temp-o is the best way. Don't change anything, just get better, more precise maps and organize tempo-competitions in the same arena as a regular orienteering competition, and the younger generation will come.
Actually, the 17 years old Norwegian Martin Waaler has taken part in most competition along with his father Lars Jakob Waaler the last few years. I think he is one of the youngest active competitors, and he might very well qualify for the european champs next year in
A: I really want to compete more on the continent. I wanted to go to
From Italian trail-o I would expect good maps where sighting lines are the clue for solving quite a few of the controls.
INTERVISTA A MARTIN JULLUM (di Stegal)
D: La prima domanda è sempre la più semplice: per quale ragione ti stiamo intervistando? Mi spiego meglio... Sei forse un giocatore della squadra di calcio nazionale ed anche un Grande Maestro di scacchi? Certo che no, quello era Simen Agdestein! Hai vinto una edizione di "Skal Vi Danse?" o hai avuto qualche Grammy Award? No, quelli erano Madcon! Dammi un’altra possibilità ... sei forse un campione di orienteering? Se è così, dicci qualcosa della tua carriera, i tuoi risultati ... e qualcosa sulla tua vita, naturalmente!
R: Sì, è corretto! Il mio nome è Martin Jullum, ho 23 anni e sono attualmente studente di master presso l'Università di Oslo, dipartimento di matematica statistiche. Gareggio nella disciplina del trail-O per l’Halden SK, che è il club per il quale ho gareggiato durante tutta la mia carriera orientistica.
D: Sapevo infatti che sei membro dell’Halden Sk; quando sono stato speaker all’Andalusian Orienteering Meeting 2011 ho definito l’Halden SK come il Real Madrid nel gioco del calcio. Prima che tu inizi a pensare a quale squadra potrebbe essere definita il Barcellona FC, raccontaci come ci si trova ad essere compagni di squadra di Olav Lundanes, Anne Margrethe Hausken, Emil Wingstedt, Galina Vinogradova (ed anche la mia amica Elena Roos), e quello che dicono loro quando pensano al fatto di essere compagni di squadra di Martin Jullum!
R: Non ho mai pensato al mio club come all'equivalente orientistico del Real Madrid, ma naturalmente si tratta di un club "famoso" (se si può chiamare un club orientistico “famoso”) con una grande storia e un sacco di grandi corridori. Sono tutti grandi compagni di squadra, e le loro imprese mi fanno venire voglia di migliorare ancora di più. Questo rende anche più divertente e interessante guardare la 10-mila, la Jukola ed i Campionati del Mondo, perchè i tuoi amici e compagni di squadra sono tra i favoriti.
Credo che i miei compagni di squadra siano felici quando sentono parlare dei miei risultati. Io mi sento sempre il benvenuto e mi sento apprezzato quando torno a casa a "Høiås", la club-house dell’Halden. Qui ci sono corsi di formazione e di socializzazione ogni giovedì per tutto l'anno. Essere parte di questa grande famiglia orientistica che comprende i bambini, gli Elite ed i veterani del club è davvero speciale e mi dà la spinta in più che a volte mi serve.
In ogni caso credo che il Kalevan Rasti potrebbe essere il Barcellona FC... (O forse il Selkien Sisu?)
D: All’ultimo World Trail Orienteering Championship hai vinto la gara dimostrativa di Temp-O, ma forse tu eri molto più concentrato sul Campionato del Mondo di trail-O. Puoi dirci qualcosa sulla tua esperienza all’ultimo WTOC?
R: Sono stato ovviamente molto più focalizzato sul mondiale. Avevo preparato questa gara molto più approfonditamente; il modo in cui è venuto fuori il mio risultato, soprattutto il primo giorno, significa che stavo pensando probabilmente troppo. Ho fatto 3 errori, che ho diviso in tre categorie: una decisione sbagliata (Z al punto n. 2, giorno 1), un punto-bingo (D al punto n. 10, giorno 1) ed una decisione troppo rapida (A sul punto n. 5, giorno 2). Io non sono stato contento di questo risultato, per il mio livello avrei potuto fare un errore in meno ed essere probabilmente un po’ più veloce; ed allora sarei stato sul podio, come nei due anni precedenti. Con questo voglio anche dire che l'attuale livello internazionale nel Trail-o è così alto che nel mio caso una sola decisione sbagliata fa la differenza tra un risultato positivo e un risultato deludente.
Ma anche se il mio risultato individuale non è stato il migliore, la gara a squadre è andata molto bene. Abbiamo ottenuto la medaglia d'argento, che è molto più di quanto avevamo mai sperato. Tutti i membri del team (Lars Jakob Waaler, Arne Ask e me) hanno gareggiato molto bene il secondo giorno, quindi è stata davvero una vittoria di squadra. E devo dire che la sensazione di battere la Svezia è ancora migliore ... :-)
D: dicci sapere qualcosa anche nella gara di Temp-O, sulla tua sorprendente vittoria con un tempo complessivo fantastico (ho fatto la stessa gara con un risultato personale superiore ai mille secondi! Quindi, per favore, non commentare il mio risultato ...).
R: forse perchè ho pensato troppo nei due giorni precedenti, la mia tattica per la gara di Temp-o è stata quella di tornare alle basi - di non pensare troppo, ma di rendere tutto molto semplice. Sapevo anche che avrei dovuto accelerare molto, visti i risultati nei punti di controllo a tempo nei giorni precedenti, quando ho usato più di un minuto in entrambe le tappe. Avevo deciso solo di raggiungere questo obiettivo, avendo imparato che non si può vincere nulla senza di esso. Ero anche molto più rilassato prima di questa gara rispetto al Campionato del Mondo. Naturalmente non è stato bellissimo stare seduto in coda per due ore prima della partenza, ma questo è valso per tutti.
Per tutta la gara ho avuto ottime sensazioni, le risposte erano veloci quando avevo un buon contatto con la carta, e quando una volta non sono stato sicuro ho rallentato e ho usato qualche secondo in più. Ho usato la mia tattica ed è andato tutto molto bene. Dopo l'arrivo ho avuto la sensazione che questa era stata una buona gara, e forse avrebbe potuto essere anche vincente.
Poi quando sono usciti i risultati ho visto che ero in terza posizione, il che mi rendeva davvero soddisfatto, ma appena ho controllato il mio punteggio ho potuto verificare che avevo fatto solo due errori, e non i tre che comparivano sulla lista dei risultati. L’ho detto all’organizzazione e sono stato ovviamente molto felice quando mi hanno avvisato che avevano commesso loro un errore e che io ero il vincitore.
D: Voglio dirti che ho chiesto a Mr. Vinogradov l'allenatore dell’Halden SK, se potevo diventare un membro della squadra dell’Halden SK... ma mi ha risposto che prima devo devo dimagrire un po’! Questo significa che tutti i membri dell’Halden SK sono molto forti, tra cui anche quelli del Trail-O come mostra il tuo esempio? Lui è l'allenatore dell’Halden SK: avete un allenatore specifico anche per il Trail-O? Collaborate tra voi per migliorare il vostro livello? Se è così, cosa ci puoi dire in merito alle capacità di Lundanes, Hausken e così via nel Trail-O?
R: Non ho un allenatore di Trail-O nell’Halden SK. Poiché vivo a Oslo, e sono ad Halden non più di una o due volte ogni due mesi o giù di lì, non mi alleno molto insieme ai miei compagni di squadra. Naturalmente sarebbe fantastico se ci fossero specifici corsi di formazione organizzati da qualcuno dell’Halden SK, ma penso che il mio livello di conoscenza del trail-O non mi renda facile ottenere dei miglioramenti personali da una semplice formazione di base. Forse potremmo lavorare insieme in futuro, per ottenere quei miglioramenti supplementare che consentono di arrivare a vincere medaglie individuali.
Naturalmente alcuni dei migliori Elite hanno anche buone capacità nel Trail-O. Emil Wingstedt ha vinto la prima gara di Trail-O cui ha partecipato, all’O-Ringen a Sälen 2008, quando io ero poco più di un principiante (ma ho fatto in tempo a batterlo nel corso della settimana...). Olav Lundanes ha gareggiato per la prima volta nel Trail-O questa primavera, e anche lui ha vinto, ed in gara c’erano tutti i migliori atleti norvegesi e svedesi. Quindi ora devo solo parlare a Olav per cercare di averlo ad un’altra gara di Trail-O, in modo da cercare di batterlo.
D: Come ti alleni per ottenere questi risultati nel Temp-O? Hai una check list in mente che si attiva quando ascolti "Il tempo parte ... ora! "? Puoi condividere con noi i tuoi segreti?
R: Non ho alcun tipo di check list valida per ogni punto di controllo, perché credo che una tale strategia potrebbe rivelarsi troppo lenta. In genere cerco di leggere parte del terreno prima del momento in cui mi viene data la mappa. Controllo anche la direzione del nord prima di sedermi, ma credo che sia una tattica abbastanza comune. Ho provato alcune tecniche per i punti di controllo a tempo, ma nessuno con grande successo. Penso che la cosa più importante sia quella di entrare psicologicamente nel cosiddetto “flusso" (“flow”).
D: Come ti alleni per le classiche gare di Trail-O? Gareggi anche nella C.O.?
R: Il mio allenamento consiste principalmente nella partecipazione alle gare in Norvegia ed in Svezia, quasi ogni fine settimana da aprile a ottobre, un po’ meno nel periodo estivo. In totale faccio circa 40 gare all'anno. Ho anche tracciato una 2 giorni di gare in primavera, e la preparazione di questa competizione mi ha preparato alla stagione agonistica attraverso un continuo contatto con i boschi e le mappe, anche se organizzare una gara richiede un grande sforzo e gran parte del lavoro non finisce per costituire un vero e proprio miglioramento delle mie conoscenze.
Ho praticato la corsa d’orientamento, ma sono stato costretto a ritirarmi cinque anni fa, a causa di problemi di stomaco che mi impedivano di allenarmi come avrei voluto. Poi ho scoperto il trail-o tre anni e mezzo fa e ne sono rimasto subito coinvolto.
D: Marco Giovannini, l'inventore di questo sito web, è un forte sostenitore del Temp-O e crede che nel futuro immediato esso, per numero di partecipanti e per la garanzia di spettacolo, potrebbe soppiantare il Trail-O tradizionale. Qual è la tua opinione?
R: Personalmente, ritengo che il tradizionale Trail-O sia molto divertente e molto coinvolgente, anche se il formato attuale non è perfetto. Il tradizionale Trail-O è come la gara sulla lunga distanza nella c.o., è la disciplina più sfidante e più rispettata dal mio punto di vista.
Ho un suggerimento per rendere migliore il formato del Temp-O: la risposta “Z” dovrebbe rappresentare un punto di controllo posto su un oggetto diverso, e questo dovrebbe essere scritto in qualche linea guida ufficiale del temp-o, dovrebbe diventare una regola delle gare IOF. Penso che una tale regola potrebbe impedire al tracciatore di inserire nelle gare ai prossimi campionati del mondo delle “Z” non chiare. Risposte “Z” sullo stesso oggetto rendono la competizione del Temp-O più un gioco ad indovinelli che una gara di velocità orientistica
D: Non so se hai letto sul sito www.trailo.it l'intervista fatta da me a Dmitry Kucherenko, nuovo Campione del Mondo nella classe Paralimpici. Sei d'accordo con il parere della squadra russa circa la non necessità di una categoria Open?
R: Non sono d'accordo con i russi. Se non ci fosse nessuna categoria Open, allora potrebbe non esserci nessuno (o almeno essercene molto pochi) a partecipare alle gare. In Scandinavia ci sono pochissimi concorrenti della classe paralimpici, almeno secondo le nuove regole. Se i concorrenti che non appartengono alla categoria Paralimpica non avessero un Campionato del Mondo, sono abbastanza sicuro che in breve tempo l'intera disciplina andrebbe ad estinguersi a causa della mancanza di concorrenti. Sinceramente non credo che quello dei russi sia un buon argomento
D: A La Feclaz ti ho visto parlare con Marit Wiksell, la più giovane concorrente della squadra svedese. Penso che tu e Marit siate proprio tra i concorrenti più giovani in assoluto. Cosa dovrebbe essere introdotto nel Trail-O per indurre più giovani a partecipare alle gare?
R: Sì, Marit è in realtà la mia fidanzata, e credo che siamo entrambi tra i concorrenti più giovani. I nostri amici finlandesi Lauri e Antti sono un po’ più giovani rispetto agli altri. Credo che per attirare le giovani generazioni il formato migliore sia quello del Temp-O; senza cambiare nulla, solo farlo meglio, con mappe più precise ed organizzando garedi Temp-O nella stessa arena di gara di una competizione orientistica. I giovani arriveranno.
In realtà, a 17 anni, il norvegese Martin Waaler ha preso parte a tante gare insieme al padre Lars Jakob Waaler. Io credo che sia lui uno dei concorrenti più giovani in circolazione, e lui potrebbe benissimo
qualificarsi l'anno prossimo ai Campionati Europei in Svezia. Forse dovremmo chiedere a lui il motivo per il quale continua a tornare a gareggiare tutte le volte?
D: una ultima domanda: nel 2011 abbiamo avuto a Cavalese una edizione del Campionato Italiano con la partecipazione della nazionale svedese. Pensi che prima o poi parteciperai anche tu ad una gara in Italia? E cosa ti aspetteresti da questa gara?
R: Ho molta voglia di gareggiare di più sul continente. Avrei voluto venire in Italia questa primavera, ma abbiamo avuto una gara in Norvegia nello stesso fine settimana ed ho scelto di rimanere a casa. L'anno prossimo penso di poter diminuire il tempo che ora dedico allo studio, così avrò più tempo per gareggiare in altri paesi. Se fosse possibile avere almeno due gare nello stesso fine settimana, senza gare contemporanee in Norvegia o Svezia, potrei decisamente considerare la possibilità già dall’anno prossimo.
Dal Trail-O italiano mi aspetterei di poter gareggiare su buone mappe, nelle quali le linee di avvistamento sono la costituiscono la chiave per risolvere la maggior parte dei punti di controllo.





























































